UNA CALIBRO 20 PER LO SPECIALISTA (1974)
UNA CALIBRO 20 PER LO SPECIALISTA (1974)
USCITA CINEMATOGRAFICA: 18 Ottobre 1974 (Italia)
REGIA: Michael Cimino
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Michael Cimino
PRODUTTORE: Robert Daley
FOTOGRAFIA: Frank Stanley
MUSICHE: Dee Barton
TRAMA
Un veterano della guerra di Corea ed ex rapinatore di banche, vive come "finto parroco" in una cittadina tranquilla.Quando i suoi ex complici tentano di ucciderlo, tentera' di scappare aiutato da un simpatico giovane chiamato Caribu.Nonostante la conflittualita' con gli ex complici, il veterano tentera' di riconciliarsi con una nuova rapina, ma non sara' facile.
RECENSIONE
Alla sua prima opera cinematografica, Michael Cimino firma il suo esordio. Partendo dagli attori, il giovane Jeff Bridges e' al suo meglio, e non a caso si e' meritato una nomination all'oscar come migliore attore non protagonista.Client Eastwood, non appare come "l'eterno duro", ed in questa pellicola non si prende neanche troppo sul serio.La trama fin dall 'inizio del film tenta di portare lo spettatore in quella sorta di "ironia"( simpatica la scena dove Clint scappa nel campo di grano), e di proseguire con il rapporto della coppia Bridges/Eastwood, che ricalca da vicino una sorta di rapporto padre/figlio. Il resto del film appare come una sorta di ganster movie dove oltre alla strategia della rapina in banca, si parla di personaggi cinici(lo stesso rosso), affettivi(Clint) ed allegri(Bridges) ma ancora troppo "immaturi per comprendere la vera vita da criminale".Ne esce senza dubbio una cornice varipinta, ma il tema del film centrale e' forse troppo poco marcato e si vede in pochissime scene, poiche il medesimo e' il cinismo dell'esistenza dove si deve sempre scappare(dall'inizio alla fine Clint vaga sempre, prima scappa dopo vaga, ma non c e comunque possibilita' di essere "liberi" ,lo stesso Birdges poco prima di morire dice ora sono finiti i problemi, e Clint risponde per ora..), ed i personaggi sembrano pedine nella strada della vita dove incontrano situazioni che hanno a che fare sempre con l'instabilita' e il doppio(partendo dal contadino "pazzo" che uccide i conigli,e lo stesso Bridges viene defnito tale,facendo poi effettivamente la fine simile ai poveri animali, ed il rosso che chiaramente li tradira'), alludendo ad un conflitto che rappresenta prima la nascita(metaforicamente con la chiesa, e poi la morte,la macchina come fosse un traghettatore),ma in entrambi c 'e' come un movimento circolare che non termina, e che continua a "far scappare" i protagonisti. Ad ogni modo ne esce pero' un film che sembra quasi "sperimentale",poiche si tenta di immettere nella pellicola oltre che l'ironia,anche il genere gangster,e il rapporto troppo "paterno" della coppia Bidges/Eastwood.Tutto questo lascia un leggero senso amaro che non si sposa perfettamente ma che si tollera e convive facendo rimanere il film sulla sufficenza ma non superandola,il che e' un grande peccato,poiche si poteva sfruttare in modo piu' psicologico(ad esempio il personaggio di Caribu' poteva avere un evoluzione invece di rimanere troppo statico),ma a Cimino interessa di piu evolvere la storia e chiudere il cerchio con il triste epilogo dove non c'e' spazio per l'innocenza, e nemmeno per l'amicizia,ma solo per scappare (dalla vita? o da se stessi?).La storia scritta dallo stesso Cimino, e' una storia da gangster movie che passa per il road movie con accenni di forte ironia fino a concludersi con la circolarita' cinica dell 'esistenza.

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