FEMMINE IN GABBIA (1974)
FEMMINE IN GABBIA (1974)
REGIA: JONATHAN DEMME
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: JONATHAN DEMME
PRODUTTORI: ROGER CORMAN, EVELYN PURCELL
FOTOGRAFIA: TAK FUJIMOTO
MUSICHE: JOHN CALE
ATTORI: ROBERTA COLLINS, ERICA GAVIN,ELLA REID, BARBARA STEELE
TRAMA
Arrestata dalla polizia e trasferita in un penitenziario femminile severo, una ragazza vive l'orrore della prigionia, e delle sevizie da parte di un medico completamente pazzo che si diverte a lobotomizzare e reprimere gli istinti delle donne.Uscirne sara' un massacro che portera' ad uno scontro fatale.
RECENSIONE
Al suo esordio Jonathan Demme firma una pellicola interessante (sia nella regia che nel soggetto e sceneggiatura) e molto forte a livello visivo. Il tema del sadismo e della repressione viene sviluppato in modo molto particolare, evidenziando tramite i sogni( esempio quello della direttrice che sente gli impulsi sessuali e vorrebbe "condividerli tramite uno show" onirico dove lei dichiara di sentirsi appunto libera) tali condizioni psicologiche marcate. In primis e' da notare anche la bravura da un punto di vista tecnico del regista americano, dal carrello che mostra le varie celle (uno spaccato molto variegato),a "duello" finale da western carcerario girato con molta precisione soprattutto nei fermo immagine brevi che donano piu' spettacolarita' alla scena. Ma la bellezza del film sta nel vedere un dramma dove la donna (esempio di istinto) viene condotta a reprimere e soccombere alla volonta' di sadici manipolatori della psiche umana (il conflitto dunque fra istinto e ragione malata), sembra dunque che non vi siano innocenti ne da parte della giustizia ne da parte della criminalita' ormai superata dal basso istinto dell 'uomo. Il nudo, la scena della doccia, quasi sta a dimostrare la "purezza",l'unico momento dove appunto la ragazza riesce a fuggire per dare da mangiare alla compagna, ma tutto viene frenato dai corpi ormai soppressi cui il medico vuole dare "profanazione". Il carcere per Demme diventa pertanto un luogo mentale dove si manifestano i labirinti della mente, simpatica anche la scene della ragazza che entra nei condotti di aria per portare da mangiare alla sua amica. La pellicola rimane un esempio di buona regia, e un cult del low budget riuscito e godibile.Violento e con scene forti( sopratutto quella dell'elettroschock), riservato ad un pubblico specifico.Tra i "prision movie", rimane forse il migliore ad oggi.Demme dimostra di saperci fare, e riguardo il tema del sadismo umano e della repressione, ne diventa un maestro della rappresentazione grazie a questa pellicola.


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