LA FORTEZZA (1983)
LA FORTEZZA (1983)
REGIA: Micheal Mann
SOGGETTO: Paul Wilson
SCENEGGIATURA: Micheal Mann
FOTOGRAFIA: Alex Thomson
MUSICHE: Tangerine Dream
ATTORI: Scott Glenn, Alberta Watson,Robert Prosky, Gabriel Byrne
Trama
In piena seconda guerra mondiale, un esercito tedesco decide di passare del tempo in una fortezza vicino ad un villaggio mite e pastorale.Strani fenomeni pero' incominciano a susseguersi, sparizioni di una parte dell'esercito, strane apparizioni allarmano i soldati.Ne uscira' uno strano essere pronto a "vendicare" le vittime uccise dai soldati, ma qualcosa sembra avvertire che tutto questo e' un disegno ben piu oscuro, e che il male alberga in quella fortezza pronto ad esplodere.
Recensione
Dopo la buona prova di Strade Violente, Mann ci riprova con una seconda pellicola. La storia prima di tutto, sembra partire molto bene, e fin dalle prima inquadrature , ove le musiche dei Tangerine Dream risuonano in modo epico e misterioso,sembra suggerire di trovarsi di fronte ad una pellicola molto interessante.Eppure,nonostante le buone intenzioni, il film non decolla, tutto sembra essere in perenne attesa, ed anche quando entra "l'essere", si ha come l'impressione di essere di fronte all'ennesimo cyborg o androide del genere fantascienza tipico anni 80. Mann ancora una volta mette in evidenza il tema del doppio e dell'inganno, e lo fa con intelligenza, sicuramente tutto si regge sull'immagine del mostro che sembra essere un salvatore quando in realta' e' un carnefice spietato.Il problema pero' sorge spontaneo, chi e' costui? alla domanda del nazista che gli chiede "tu da dove vieni?" lui risponde: "io provengo da te",il che potrebbe far immaginare che quell'essere provenga dal male delle persone, ma in tutto questo non ci e' dato saperlo. Sicuramente la fotografia e le musiche sono degne di nota, e creano l'atmosfera giusta immergendo lo spettatore in una specie di viaggio onirico ed ipnotico. La fortezza in realta' appare dunque come una sorta di prigione per trattenere l' essere(dunque la malvagita' che simboleggia l'inconscio che inganna tramite appunto il far apparire false verita')ma anche per proteggere in apparenza dall'esterno la guerra, ma come ben si sa, l'interno rappresenta l'esterno, fuori altro non e' che il ritratto di cio' che e' dentro la fortezza( la guerra all'esterno, il carnefice essere all'interno), le croci rappresentano infatti una protezione oppure la morte stessa, un atto di fede(quello che salva anche l'uomo invalido) che sconfiggera' il male. Non mancano ad ogni modo scene memorabili, dal rapporto d' amore dei due (l'alieno e la figlia dell'uomo invalido) che incornicia una sorta di "unione tra l'umano e l 'alieno", e la famosa scena del soldato che tenta di rubare le croci (un atto di profanazione della fede di liberare il male dell'incoscio) il tutto curato dalle atmosfere musicali astrali dei Tangerine Dream, che gia' nel film precedente avevano fatto un ottimo lavoro.Da notare anche la scena del cimitero nazista, ove il male si nutre del male stesso(io provengo da te), ed una volta liberato sara' appunto solo un atto d' amore (proprio quello di Scott Gleen che dopo il rapporto con la donna ha acquisito maggiormente) riuscira a fermare il mostro. La fortezza in origine sarebbe dovuto durare all'incirca 4 ore, ma i produttori scelsero di tagliarlo e renderlo piu' commerciale, il risultato dunque e' questo. Il film rimane una buona prova di Mann, che fonde elementi di fantascienza con altri di film bellici, e simboleggia la malvagita' insita dell'uomo che assume forma con l'essere/golem. pronto a sfruttare la stessa malvagita' esterna per sopravvivere e dominare.Pertanto se fosse stato possibile approfondire sia sull'essere alieno, sia sull 'origine del male e sul nazismo come manifestazione della malvagita dell'uomo si sarebbe toccato il capolavoro, ma cio' non essendo stato possibile ha lasciato comunque un tentativo di raccontare una storia piena di meraviglia e stupore, che grazie a Mann raggunge almeno la fama di essere un piccolo cult riscoperto che permette di essere rivisto con maggiore attenzione.

Commenti
Posta un commento