LA SIGNORA DI SHANGHAI (1947)
LA SIGNORA DI SHANGHAI (1947)
USCITA CINEMATOGRAFICA: 14 APRILE 1948 (USA), 23 DICEMBRE 1949 (ITALIA)REGIA: ORSON WELLES
SOGGETTO: SHERWOOD KING
SCENEGGIATURA: WILLIAM CASTLE, FLECHTER MARKLE, CHARLES LEDERER
PRODUTTORE: ORSON WELLES,WILLIAM CASTLE, RICHARD WILSON
FOTOGRAFIA: CHARLES LAWTON
MUSICHE: HEINZ ROEMHELD
MONTAGGIO: VIOLA LAWRENCE
TRAMA
Un marinaio chiamato Michael O'hara, e' innamorato di una donna misteriosa, e decide di accompagnare lei e suo marito avvocato attraverso il canale di Panama verso San Francisco.Incominceranno situazioni ambigue, e coinvolto in una vicenda ingannevole, il amrinaio si ritrovera' in balia di un tremendo complotto dal quale sara' molto difficile uscire.
RECENSIONE
Orson Welles, dopo LO STRANIERO,torna con una regia interessante. La storia tratta da l'altalena della morte di Sherwood King, fa capo ad un noir intrigante ed enigmatico di indubbio stile.La regia di Welles e' ben curata nei dettagli, e tra le scene importanti non si puo non citare quella finale degli specchi, dove le varie personalita' dei protagonisti si manifestano metaforicamente in essi, oppure la scena dell'acquario, dove i protagonisti sono "immersi" in un clima che vuole nascondere la loro storia (ma gli animali da contorno che rappresentano l'istinto fanno da cornice contro la "subdola logica" della donna che tradira'), la scena deigli attori nella rappresentazione cinese anche rende l'idea di "manipolazione"ed il resto del film scorre abilmente avvolgendo lo spettatore in un clima con un crescendo di situazioni "roventi" che non tardano a mostrarsi.Nonostante tutto, seppur la regia e' degna di nota, Welles come attore in questa pellicola fatica molto, troppo statico e disorientato,ma soprattutto l'ingenuita' del suo personaggio( che accetta la proposta di "confessare un delitto") e' a tratti imbarazzante e difficile da concepire. Pertanto la Dark Lady interpretata da una splendida ed incantevole Rita Hayworth, e' sicuramente la vera protagonista della pellicola.Il suo cambiamento e' magistrale da donna "preda" a donna "cacciatrice", la sua recitazione anche funziona alla perfezione, ma il rapporto Rita /Welles non sembra dare i giusti frutti (ed anche nella vita, non a caso l 'anno dopo hanno divorziato), ed il film seppur rimane un ritratto noir di gran valore, si perde molta della sua potenza con elementi non proprio congeniali che frenano il capolavoro.Ad ogni modo un film cult, che mostra il "lato oscuro" della donna, che da ora in poi sara' sempre chiamata "dark lady".

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